Ecco le foto finali del modello in scala 1:24 (lungo 70 cm.) di questo battello fluviale francese dalle linee inconsuete e dalle caratteristiche lussuose.
martedì 26 maggio 2015
LECHALAS GUIDA PASSO-PASSO
Dopo circa 6 mesi di impegno, la costruzione del LECHALAS è terminata.
Per seguire la guida passo-passo completa, dall'inizio alla fine, collegatevi a questo link sul Forum AMIREL: http://www.amirel.it/forum/viewtopic.php?f=42&t=296
Per seguire la guida passo-passo completa, dall'inizio alla fine, collegatevi a questo link sul Forum AMIREL: http://www.amirel.it/forum/viewtopic.php?f=42&t=296
martedì 10 febbraio 2015
Il BATTELLO LECHALAS prosegue con guida passo passo
Qualche passetto avanti.
Ho iniziato a rivestire il ponte. Prima, però, ho dato una passata di colore acrilico nero all'acqua a pennello per mettere meglio in risalto le fughe delle tavole.
Dopo di che, avendo deciso di avere in ponte perfettamente opaco ma, nello stesso tempo, impermeabile, ho provato questo nuovo esperimento, sperando che funzioni: 4 mani di olio per teak, passate prima a pennello e poi con pezzetta. Sono sempre in tempo per darne altre…
Ho preso un avanzo di plastica trasparente (rimasuglio di imballaggi), trovato un pennello con la punta della forma adatta, messo in una morsa. Dopo di che ho riscaldato la plastica con un accendino e, appena visto che la plastica si stava sciogliendo senza bruciarsi, l'ho spinta in giù sulla punta del pennello e, miracolo!
si è formata la cupoletta che mi serviva! L'accendino provoca fumi che scuriscono la plastica, ma basta passarci un batuffolino di cotone e il nero fumo se ne va.
Questa è la lanterna ottenuta da un tubetto di ottone diam. 2 mm, piegato dopo surriscaldamento con cannello a gas e successivi aggiustamenti con pinzette. Il cappello è fatto con varie rondelle di ottone di diversi diametri. Il led è un micro a luce calda dotato di fili preso da ledbaron.
Ho iniziato a rivestire il ponte. Prima, però, ho dato una passata di colore acrilico nero all'acqua a pennello per mettere meglio in risalto le fughe delle tavole.
Mentre andavo avanti con questo lavoro, ho acquisito il logo per il fumaiolo, sul quale avevo lavorato prima con Photoshop ma, che andava vettorializzato oltre che realizzato in pratica: lavoretto che mi ha fatto il mio centro copie con grandissima mia soddisfazione :-)
Fiinito il tavolato del ponte in listelli di noce.
A questo punto era il momento di procedere alla verniciatura dello scafo. Ho iniziato dall'opera viva in verde,come visto da molta documentazione, con smalto poliuretanico monocomponente Veneziani, a pennello, come al mio solito.
Mentre le vernici hanno i loro tempi, ho deciso di dedicarmi al salotto degli ingegneri, con i suoi divani imbottiti di pelle. Ho iniziato a costruire la struttura, dopo di che, ho deciso di utilizzare per i cuscini e gli schienali il poliuretano espanso (quello usato per l'isolamento termico dei tetti), rivestito di pelle.

Per fare i bottoncini, visto che la mia scala è molto ridotta, ho usato un punzone e, poi, una penna biro senza punta, che imita i bottoni. 
Prosegue la verniciatura dell'opera viva con smalto satinato bianco a pennello
Nel frattempo vado avanti con il salotto degli ingegneri. Sto realizzando la parete di accesso, utilizzando diverse essenze lignee: noce per la struttura e ciliegio per le pannellature. Il tutto sarà, comunque, mordentato a mogano. Dopo la mordentatura si vedranno le diverse essenze. Sulla parete esterna del salotto, dovranno esserci due lumi, sui sue lati: come farli??? mmmm….
Così, rimuginando a come fare il bulbo , ho fatto qualche esperimento:
Questa è la lanterna ottenuta da un tubetto di ottone diam. 2 mm, piegato dopo surriscaldamento con cannello a gas e successivi aggiustamenti con pinzette. Il cappello è fatto con varie rondelle di ottone di diversi diametri. Il led è un micro a luce calda dotato di fili preso da ledbaron.
mercoledì 21 gennaio 2015
Il BATTELLO LECHALAS prosegue con guida passo passo
Continuo con questa costruzione solo da disegno.
Questo è lo scafo quasi terminato.
A questo punto, si è reso necessario decidere il posizionamento dei vari elementi per la motorizzazione, prima di procedere agli ulteriori passi.
Qui si vedono i vari componenti per la motorizzazione. Da sinistra: batteria NiMh 4,8 V. Graupner; regolatore di velocità cinese 200 A.(dichiarati...ma saranno sicuramente meno); ricevente Hobby King 2,4 Ghz.4 canali, ma ne uso solo due; motore elettrico recuperato dai residui Amirel, che, a orecchio, dovrebbe andare bene; giunto tra asse motore e asse elica Caldercraft universale con inserti del giusto diametro; micro servo 9 g. per il timone, visto che a poppa lo spazio scarseggia.
Ecco come finiscono a poppa i comandi: il micro servo da 9 g. e la squadretta del timone che, tramite un filo d'acciao collegato tra i due, permetteranno il movimento del timone.
Una volta stabilite tutte le posizioni dei vari compomenti della motorizzazione, continuo la costruzione: posa della murata superiore in compensato di betulla 0,8 mm.
A questo punto, ho elimunato tutti i falsi scalmotti che servivano agli incollaggi delle murate. Data una mano di resina epossidica liquida all'interno. Vista a poppa e vista a prua.
Ho ritagliato da compensato di betulla da 1 mm. il ponte di prua:
Dopo di che, una, due belle mani di resina epossidica liquida sull'esterno dello scafo per una perfetta impermeabilizzazione e un consolidamento strutturale!!
Come si vede dalle foto, ho anche stuccato le imperfezioni con normalissimo stucco bianco in pasta per muri/legno. Nessun problema: con una passata di resina epossidica, anche le stuccature che si scioglierebbero nell'acqua, diventano perfettamente impermeabili e solidissime!
Passata una spruzzata di primer, verificati ulteriori piccoli difetti, stuccati e carteggiati.
A questo punto, ho deciso di rinforzare le murate superiori, sia per un'esigenza strutturale (il compensato da 0,8 è davvero debole), sia per esigenza estetica. Quindi ho ritagliato da plasticard da 0,5 mm. il profilo delle murate e le ho incollate con attak all'interno.
Mi ero stufata di occuarmi sempre dello scafo, così, tanto per cambiare, ho iniziato a pensare alle sovrastrutture, per esempio, la struttura amovibile che comprende il fumaiolo, la sala macchine e la cabina di pilotaggio.
Per caso ho trovato in uno smorzo che ha di tutto, un tubo per idraulica. Perfetto e del diametro giusto!!
Ho costruito la struttura amovibile che comprende il fumaiolo, la sala macchine e la cabina di pilotaggio. Il tutto in compensato di pioppo 3 mm. e 6 mm. I bordi superiori, lungo i lati lunghi, sono stati arrotondati, come da foto.
Qua si vede la struttura con il fumaiolo e le maniche a vento in progetto.
Ecco la struttura semi-completa di oblò con flangia, fumaiolo reclinabile per il passaggio sotto i ponti e maniche a vento. Il logo che vedete in basso sulla destra, sarà posizionato sul fumaiolo.
Le cerniere e i fermi del fumaiolo abbattibile per il passaggio sotto i ponti.
Ecco come appare il fumaiolo abbattuto.
Questo è lo scafo quasi terminato.
A questo punto, si è reso necessario decidere il posizionamento dei vari elementi per la motorizzazione, prima di procedere agli ulteriori passi.
Qui si vedono i vari componenti per la motorizzazione. Da sinistra: batteria NiMh 4,8 V. Graupner; regolatore di velocità cinese 200 A.(dichiarati...ma saranno sicuramente meno); ricevente Hobby King 2,4 Ghz.4 canali, ma ne uso solo due; motore elettrico recuperato dai residui Amirel, che, a orecchio, dovrebbe andare bene; giunto tra asse motore e asse elica Caldercraft universale con inserti del giusto diametro; micro servo 9 g. per il timone, visto che a poppa lo spazio scarseggia.
Ecco come finiscono a poppa i comandi: il micro servo da 9 g. e la squadretta del timone che, tramite un filo d'acciao collegato tra i due, permetteranno il movimento del timone.
Una volta stabilite tutte le posizioni dei vari compomenti della motorizzazione, continuo la costruzione: posa della murata superiore in compensato di betulla 0,8 mm.
A questo punto, ho elimunato tutti i falsi scalmotti che servivano agli incollaggi delle murate. Data una mano di resina epossidica liquida all'interno. Vista a poppa e vista a prua.
Ho ritagliato da compensato di betulla da 1 mm. il ponte di prua:
Dopo di che, una, due belle mani di resina epossidica liquida sull'esterno dello scafo per una perfetta impermeabilizzazione e un consolidamento strutturale!!
Come si vede dalle foto, ho anche stuccato le imperfezioni con normalissimo stucco bianco in pasta per muri/legno. Nessun problema: con una passata di resina epossidica, anche le stuccature che si scioglierebbero nell'acqua, diventano perfettamente impermeabili e solidissime!
Passata una spruzzata di primer, verificati ulteriori piccoli difetti, stuccati e carteggiati.
A questo punto, ho deciso di rinforzare le murate superiori, sia per un'esigenza strutturale (il compensato da 0,8 è davvero debole), sia per esigenza estetica. Quindi ho ritagliato da plasticard da 0,5 mm. il profilo delle murate e le ho incollate con attak all'interno.
Mi ero stufata di occuarmi sempre dello scafo, così, tanto per cambiare, ho iniziato a pensare alle sovrastrutture, per esempio, la struttura amovibile che comprende il fumaiolo, la sala macchine e la cabina di pilotaggio.
Per caso ho trovato in uno smorzo che ha di tutto, un tubo per idraulica. Perfetto e del diametro giusto!!
Ho costruito la struttura amovibile che comprende il fumaiolo, la sala macchine e la cabina di pilotaggio. Il tutto in compensato di pioppo 3 mm. e 6 mm. I bordi superiori, lungo i lati lunghi, sono stati arrotondati, come da foto.
Qua si vede la struttura con il fumaiolo e le maniche a vento in progetto.
Ecco la struttura semi-completa di oblò con flangia, fumaiolo reclinabile per il passaggio sotto i ponti e maniche a vento. Il logo che vedete in basso sulla destra, sarà posizionato sul fumaiolo.
Ecco come appare il fumaiolo abbattuto.
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